Fiera Roma riparte con la cooperazione
Ripartire con la Cooperazione Internazionale. Dopo il lungo blocco di attività causato dalla
pandemia da Covid19, l’autunno di ripresa di Fiera Roma vede tra i suoi protagonisti
Codeway, la manifestazione dedicata alla Cooperazione allo Sviluppo Internazionale, che si
svilupperà in due momenti: uno virtuale dall’1 al 3 dicembre 2021 e uno fisico, presso i
padiglioni della fiera capitolina, dal 18 al 20 maggio 2022. Codeway raccoglie il testimone di
Exco2019, sarà il punto di incontro e confronto tra soggetti pubblici, ong e aziende, una
piazza e una piattaforma dove conoscersi, discutere e riflettere, un’opportunità per
affrontare con una visione realmente d’insieme sfide cruciali.
Codeway 2021 Digital Edition, l’appuntamento digitale di dicembre, sarà ideale premessa
dell’edizione 2022: lancerà temi, programmi, progetti e contest che troveranno coronamento
nel maggio successivo. Offrirà una Area Espositiva Virtuale (con stand, video meeting, AV),
una Area Conferenze (Programma Plenaria e Focus Event), una Area Progetti (Consulenza,
finanziamento, partnership) e alcune Aree Business to Development: Topic Tables, B2B, B2C,
B2G. Tra i temi che verranno messi in luce spiccano l’Agenda 2030 e i nuovi paradigmi della
Cooperazione Internazionale (con particolare attenzione al nuovo Bilancio UE 2021-2027
che, tra le diverse misure, dota di ben 79,5 miliardi di euro lo Strumento di vicinato e di
cooperazione internazionale e allo sviluppo), il tema della Transizione ecologica (con
particolare riferimento alle energie rinnovabili e all’economia circolare) oppure il tema della
digitalizzazione. L’evento tornerà poi nel maggio 2022 nella sua presentazione di
tradizionale manifestazione con presenza di espositori, attendees e pubblico.
Codeway raccoglie il testimone di Exco2019 e riparte con la forza di importanti patrocini a
cominciare da quello del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
(Maeci), della Conferenza delle Regioni, dell’Associazione dei comuni italiani (Anci), dell’ICE,
ma anche del mondo del terzo settore e delle aziende.
“Il patrocinio della Farnesina alla prossima edizione di CODEWAY – commenta Marina
Sereni, Vice Ministra degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale - testimonia il
sostegno che daremo a una fiera dedicata al ruolo del settore privato nella cooperazione allo
Organizzata da:
Fiera Roma Srl con Socio Unico | Via Portuense, 1645/1647 | 00148 Roma (RM) | T. +39 06 65074 200
Società soggetta a direzione e coordinamento di Investimenti S.p.A.
www.codewayexpo.com
sviluppo. Questo duplice evento può costituire un momento importante di incontro e
collaborazione tra tutti gli attori pubblici, profit e non profit del Sistema della cooperazione”.
Con i suoi due appuntamenti, la manifestazione si propone di creare un percorso virtuoso
verso sostenibilità e crescita, tracciando la nuova roadmap per le imprese sostenibili nella
cooperazione allo sviluppo. Obiettivo ancora più importante alla luce di alcune tendenze
osservate durante la pandemia: “Il Covid, in molti paesi del mondo, a volte ha alimentato fasi
di un crescente ‘sentimento nazionalista’ che in alcuni momenti è sembrato arrivare a
minacciare anche il senso stesso di cooperazione internazionale. Il virus ha spinto qualcuno
a pensare di alzare muri sia in ambito economico che politico culturale. Ma proprio la
pandemia in realtà ci ha dimostrato come viviamo in un mondo sempre più interdipendente
e connesso, e nel quale come ora tutti sembrano riconoscere ‘nessuno si salva da solo’. Tutti
dovremmo aver compreso che il processo di una crescita globale e sostenibile, sia dal punto
di vista sociale che ambientale, è inevitabile perché utile” spiega Wladimiro Boccali,
coordinatore di Codeway. Secondo Boccali, l’aiuto allo Sviluppo non va più visto più come
“opera da anime belle” ma come un “nuovo modello di sviluppo globale”.
“La cooperazione allo sviluppo - aggiunge Pietro Piccinetti, Direttore generale di Fiera Roma
- ha assistito a vari cambiamenti negli ultimi anni. Quello che una volta era unicamente un
quadro bilaterale tra attori e stakeholder tradizionali incorpora, oggi, assieme alla società
civile e alle istituzioni multilaterali, il decisivo coinvolgimento di attori privati. Solo una
cooperazione realmente condivisa, profit e sostenibile può essere la via per una la creazione
di lavoro nei Paesi emergenti. Ciò si realizza anche offrendo nuovi ambiti di azione a tali
Paesi: questi ultimi diventano - nel contempo - beneficiari e motore di uno sviluppo
sostenibile che li vede sempre più protagonisti”. Codeway 2021/2022 intende rilanciare con
forza questi concetti, inserendo la manifestazione sulla scia della nuova legge sulla
Cooperazione (la Legge 125) e andando a concentrarsi in particolare sulla necessità di
creare sinergie tra gli attori della cooperazione, con particolare attenzione al ruolo
dell’impresa profit.
“Un appuntamento fieristico dedicato alla cooperazione allo sviluppo internazionale -
sottolinea Lorenzo Tagliavanti, Presidente della Camera di commercio Roma-Lazio - è
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strategico per supportare le imprese italiane interessate a inaugurare o incrementare la
propria presenza sui mercati internazionali. In un contesto in cui il settore privato profit è
destinato a giocare un ruolo sempre più centrale e decisivo nella cooperazione
internazionale per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, un
appuntamento come Codeway, che fa dialogare aziende, ong e soggetti pubblici, con un
importante sostegno da parte delle istituzioni, rappresenta una vetrina ideale. L’Agenda
2030 definisce il commercio il “motore per una crescita economica inclusiva” e chiede
all’imprenditoria privata di impiegare “creatività e innovazione al fine di trovare una
soluzione alle sfide dello sviluppo sostenibile”: con Codeway vogliamo offrire un supporto al
raggiungimento di questi alti obiettivi”.

LA NUOVA ROADMAP PER LE IMPRESE SOSTENIBILI
NELLA COOPERAZIONE ALLO SVILUPPO.
La cooperazione allo sviluppo ha assistito a vari cambiamenti negli ultimi anni. Quello che una volta era unicamente un quadro bilaterale tra attori e stakeholder tradizionali incorpora, oggi, assieme alla società civile e alle istituzioni multilaterali,
il decisivo coinvolgimento di attori privati.
Ciò si realizza anche offrendo nuovi ambiti di azione ai Paesi emergenti: questi ultimi diventano - nel contempo - beneficiari e motore di uno sviluppo sostenibile che li vede sempre più protagonisti.

p. 3 _ codeway _ 21_22 | VERSO GLI SDGs 2
CON CODEWAY VERSO GLI SDG’S
EDIZIONE 2020:
IL NUOVO BRAND E LA PANDEMIA
Dopo la conclusione e il successo di EXCO 2019 l’obiettivo principale è divenuto quello di creare un evento che fornisse strumenti di sostegno e stimolo al ruolo delle imprese (pubbliche e del settore privato) nei confronti degli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile (SDGs) e delle istituzioni internazionali che operano a loro custodia.
EXCO 2019 IN CIFRE:
45 Paesi,
200 aziende,
6 mila partecipanti, 450 relatori,
73 incontri
La pandemia, nel 2020, ha però messo a dura prova l’economia del mondo, e il settore degli eventi ha saputo reagire e adattarsi alle nuove dinamiche e priorità di distanziamento, digitalizzazione e protezione delle persone.
CODEWAY 2020, tenutosi dal 25 al 27 novembre, attraverso una funzionale piattaforma digitale ha creato un interessante e sfaccettato programma di conferenze e webinar che hanno permesso di mantenere accesa la luce sui settori coinvolti, la discussione e l’attenzione degli attori principali dello sviluppo e della cooperazione internazionale.

p. 5 _ codeway _ 21_22 | NUOVO PERCORSO
2021 - 2022
LA STRUTTURA DEL NUOVO PERCORSO
L’obiettivo principale è creare un evento che fornisca strumenti di sostegno e stimolo al ruolo delle imprese (pubbliche e del settore privato) nei confronti degli Obiettivi dello Sviluppo Sostenibile (SDGs)
e delle istituzioni internazionali che operano a loro custodia.
Gli SDG’s, i 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile, costituiscono per CODEWAY struttura fondante,
il crocevia centrale del progetto eredità di EXCO 2019.
CODEWAY 2021 e 2022 proseguono quindi quel percorso nuovo, virtuoso, votato all’innovazione per promuovere il sostegno alle azioni di business responsabile, alle prospettive di crescita e occupazione delle giovani generazioni.
Il Percorso si sviluppa attraverso un periodo di tempo che va da Dicembre 2021 a Maggio 2022

p. 6 _ codeway _ 21_22 | FORMAT 2021
I FORMAT
L’evento CODEWAY 2021 costituirà ideale premessa e collegamento con l’edizione 2022 che avrà luogo come manifestazione in presenza.
CODEWAY 2021 DIGITAL EDITION si svolgerà dal 1° al 3 dicembre 2021, in modalità digitale: lancerà temi, programmi, progetti e contest che andranno avanti per completarsi nella edizione 2022. Le sezioni saranno le seguenti:
• Area Espositiva Virtuale (con stand, video meeting, AV)
• Area Conferenze (Programma Plenaria e Focus Event)
• Area Progetti (Consulenza, finanziamento, partnership)
• Aree Business to Development: Topic Tables, B2B, B2C, B2G
CODEWAY 2021 DIGITAL

p. 7 _ codeway _ 21_22 | TEMI 2021
I TEMI DI
SALUTE / SANITÀ AGRICOLTURA / SVILUPPO INFRASTRUTTURE
ACQUA PULITA PER TUTTI ENERGIE E CIRCOLARITÀ FORMAZIONE E FUTURO
CODEWAY 2021 DIGITAL

p. 8 _ codeway _ 21_22 | FORMAT 2022
I FORMAT
L’evento tornerà nel Maggio 2022 nella sua presentazione di tradizionale manifestazione con presenza di espositori, attendees e pubblico. Offrirà le seguenti sezioni:
• Area Espositiva
• Area Conferenze e Seminari Internazionali
• Opportunità d’Investimento e Presentazione Progetti • Aree B2B, B2C e B2G
• Area Competition: Hackathon e Premiazioni
• Mostre e Installazioni Artistiche
CODEWAY 2022

p. 9 _ codeway _ 21_22 | OBIETTIVI 2022
2022
GLI OBIETTIVI
3 giorni di contatti, incontri
e approfondimenti:
una grande opportunità
per il settore della cooperazione internazionale allo sviluppo Ogni giornata sarà dedicata
ad una delle tematiche principali della manifestazione
CODEWAY 2022 permetterà di:
• Far incontrare domanda e offerta
• Dare impulso a nuove opportunità di business
per il settore privato
• Incoraggiare e supportare le buone pratiche
• Favorire sinergie e partnership commerciali
per soluzioni innovative
• Facilitare accordi futuri
• Promuovere la creazione di azioni coordinate
• Allineare le soluzioni del settore privato alle politiche
e alle priorità del settore pubblico
• Consentire un abbinamento positivo di soluzioni
tecnologiche con esigenze concrete
• Promuovere e incoraggiare la formazione
dei futuri player della cooperazione allo sviluppo
• Ispirare lo sviluppo sostenibile

p. 10 _ codeway _ 21_22| GLI ATTORI
GLI ATTORI
DELLO SVILUPPO SOSTENIBILE
Unione e Parlamento Europeo / Agenzie delle Nazioni Unite / Istituzioni Internazionali / Governi / Ministeri /
Agenzie di Sviluppo / Regioni ed Enti Locali /
Camere di Commercio / Università e Centri di Ricerca
Imprese / Banche commerciali /
Fondi di Investimento / Fondi pensione / Cooperative
ONG / Organizzazioni per il commercio equo e solidale / Organizzazioni della finanza etica e del micro
credito internazionale allo sviluppo /
Organizzazioni della società civile / Fondazioni /
Fondi ad impatto sociale / Aziende del quarto settore / Organizzazioni e Associazioni di comunità di immigrati / Sindacati
ISTITUZIONI
SETTORE PRIVATO
NON-PROFIT & ATTORI DI IMPATTO SOCIALE

p. 11 _ codeway _ 21_22 | I VISITATORI
I VISITATORI
Il pubblico della cooperazione internazionale
• Professionisti e buyer dall’Italia, Europa, Africa e resto del Mondo.
• Volontari e operatori della cooperazione internazionale, rappresentanze diplomatiche, associazioni di professionisti e mondo accademico.
• Aziende Studenti, Associazioni di Categoria.

p. 12 _ codeway _ 21_22| PATRONAGE 19_20
PATRONAGE 2019 / 2020
Portfolio

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Fiera Roma Srl con Socio Unico Via Portuense, 1645/1647 00148 Roma (Italia) www.fieraroma.it
www.codewayexpo.com
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“Il governo italiano ha deciso di ridurre il peso dell’embargo adottato in gennaio contro l’esportazione di armi verso l’Arabia Saudita e gli Emirati. Con una mossa condivisa da Palazzo Chigi e il ministero della difesa, il Ministero degli Esteri con una brevissima nota…ha comunicato alle aziende che avevano già permessi di esportazione verso Riad e Abu Dhabi che il ‘congelamento’ di gennaio è stato revocato… Non era stata calcolata la reazione furiosa dei dirigenti di Arabia Saudita ed Emirati”

 

RE AF Pagni: “La tempesta perfetta si è abbattuta sui costi dell’energia, per imprese e cittadini. E non risparmia nessuna regione del mondo. Ha fatto il suo esordio in Asia, la macro-area che per prima è uscita dall’emergenza Covid-19, riavviando a pieno regime i motori delle sue economie emergenti. Risultato: un’impennata dei costi delle materie prime, sprofondate ai minimi storici durante il lockdown. Quando il successo delle campagne vaccinali si è esteso agli Stati Uniti prima e all’Europa subito dopo, i prezzi del petrolio e, soprattutto, del gas naturale, sono volati oltre i livelli raggiunti prima della pandemia. Un movimento dei prezzi che si inserisce nel pieno della transizione energetica dichiarata da tutte le grandi potenze…con i prezzi dei diritti della Co2, a loro volta ai massimi di sempre, costi ribaltati su tutta la filiera energetica fino ai consumatori…Per paradosso, sono proprio le politiche per il contenimento delle temperature a causare un aumento dei costi dell’energia. Sempre la settimana scorsa, le quotazioni per i permessi della CO2 (i diritti a inquinare), che ogni anno vengono messi all’asta dai singoli Stati e destinati alle aziende energivore, hanno raggiunto il nuovo massimo storico a 58 dollari per ogni tonnellata di Co2…Quello che un tempo veniva definito ‘oro nero’ gioca una partita a parte. E’ vero che i prezzi sono tornati ai massimi da sette anni, ma il greggio sarà centrale nella politica dei trasporti solo per un decennio ancora e poi sarà destinato a giocare un ruolo sempre più marginale…”

 

RE Siniscalco: “Il prezzo del petrolio greggio ha superato i 75 dollari al barile, il triplo rispetto al minimo toccato a marzo del 2020, quando eravamo in piena pandemia. Il cartello dei produttori, i 13 Paesi Opec più altri 10 grandi Stati, che aveva tagliato la produzione fino al 20% in quel periodo non ha trovato l’accordo per aumentare nuovamente la produzione, invertendo quel taglio…Questo scenario è determinato dalla ripresa impetuosa di Cina e Stati Uniti, ma anche da una profonda divergenza di interessi tra Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Unti, tradizionali alleati nell’Opec e nell’area del Golfo. Il mercato petrolifero, a differenza dei mercati di molte materie prime, non è infatti concorrenziale: la distribuzione geografica delle riserve e la costituzione dell’Opec, negli anni Sessanta, gli hanno conferito una struttura oligopolistica, se pure con una frangia competitiva…Gli impatti sui Paesi consumatori sono però notevoli. Si manifestano nelle tasche dei cittadini, attraverso i prezzi al consumo di carburanti ed energia…”

 

RE AF Castelletti. “…Se la Russia si è dimostrata più resiliente di altri allo shock della pandemia non è stato perché si è finalmente diversificata o liberata dalla corruzione, ma perché ha una lunga esperienza di isolamento. Da quando nel 2014 la Russia ha annesso la penisola ucraina di Crimea e l’Occidente ha imposto sanzioni a Mosca e Mosca ha risposto con controsanzioni all’Occidente, il Cremlino ha costruito un ‘fortezza fiscale’ per rendere la Federazione impermeabile al potenziale assedio delle misure straniere o alle fluttuazioni dei prezzi del petrolio. Una fortezza che si fonda sulle più grandi riserve di oro e valuta estera del mondo…Così costruita, la fortezza russa resiste agli urti esterni, ma all’interno genera stagnazione e alimenta un pericoloso malcontento in vista delle sempre più vicine legislative di settembre. La Russia è più povera di quanto dovrebbe essere. Il Pil pro capite oggi è il 30% in meno rispetto al 2013. Il suo tasso di crescita medio annuo dal 2014 è stato un misero 0,6%, un quinto della media globale…Come se non bastasse, l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità e l’indebolimento del rublo l’anno scorso hanno fatto schizzare l’inflazione del 4,9% rispetto al 2019…L’inflazione non è l’unico fattore a esercitare un’ulteriore pressione sul calo del tenore di vita dei russi. Nel primo trimestre 2021 il reddito disponibile reale è crollato del 3,6%...”

 

RE Nigro: “Il governo italiano ha deciso di ridurre il peso dell’embargo adottato in gennaio contro l’esportazione di armi verso l’Arabia Saudita e gli Emirati. Con una mossa condivisa da Palazzo Chigi e il ministero della difesa, il Ministero degli Esteri con una brevissima nota…ha comunicato alle aziende che avevano già permessi di esportazione verso Riad e Abu Dhabi che il ‘congelamento’ di gennaio è stato revocato. A questo punto le prime ad essere sbloccate saranno le consegne dei ricambi per aerei MB339 della pattuglia acrobatica degli Emirati…La decisione della Farnesina è il primo tentativo italiano di frenare la crisi politica nata fra Italia e Emirati dopo la decisione di gennaio del governo Conte di bloccare le vendite già autorizzate…Non era stata calcolata la reazione furiosa dei dirigenti di Arabia Saudita ed Emirati…”

 

RE Vernetti: “…Mark Lowcock, sottosegretario generale delle Nazioni Unite era stato chiaro: ‘In Tigray si stanno compiendo crimini di guerra e crimini contro l’umanità, con l’uso sistematico degli stupri di massa come arma di guerra per umiliare, terrorizzare e traumatizzare un’intera popolazione’. Se a ciò aggiungiamo le azioni compiute dall’esercito etiope sotto il comando del presidente Abiy Ahmed e delle forze eritree del dittatore Isaia Afewerki, per distruggere silos e raccolti agricoli, serbatoi d’acqua, scuole e ospedali, ci rendiamo conto di quanto siano elevati i rischi di un nuovo genocidio nel continente africano…il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non ha ancora adottato fin qui alcun provvedimento significativo in grado di promuovere un’iniziativa politica, diplomatica e, eventualmente militare, in grado di evitare un nuovo genocidio…La dottrina della responsabilità di proteggere per essere implementata deve mettere nelle condizioni la comunità internazionale di poter limitare la sovranità di uno stato quando al suo interno vengono compiuti crimini contro l’umanità…Luigi Einaudi lo scrisse chiaramente quasi cent’anni fa: ‘la sovranità nazionale è un vero e proprio idolo immondo…’

 

CdS Bibl Dal rosso al nero. Cento anni di socialisti e comunisti passati alla destra, Ed. Franco Angeli

Mieli: “L’Europa tra le due guerre mondiali ebbe un sistema di vasi comunicanti che indusse un’infinità di personaggi a transitare dalla sinistra, anche estrema, alla destra fascista o parafascista…Ma il caso più rilevante (e anche più singolare) è senza alcun dubbio quello di Gustave Hervé che fu da giovane un fervente socialista, nemico di ‘ogni guerra’ al punto che si firmava con lo pseudonimo ‘sans-patrie’…La giravolta militarista porterà Hervé alla rottura con i compagni della precedente esperienza rimasti antimilitaristi…”


“Il governo italiano ha deciso di ridurre il peso dell’embargo adottato in gennaio contro l’esportazione di armi verso l’Arabia Saudita e gli Emirati. Con una mossa condivisa da Palazzo Chigi e il ministero della difesa, il Ministero degli Esteri con una brevissima nota…ha comunicato alle aziende che avevano già permessi di esportazione verso Riad e Abu Dhabi che il ‘congelamento’ di gennaio è stato revocato… Non era stata calcolata la reazione furiosa dei dirigenti di Arabia Saudita ed Emirati”

 

RE AF Pagni: “La tempesta perfetta si è abbattuta sui costi dell’energia, per imprese e cittadini. E non risparmia nessuna regione del mondo. Ha fatto il suo esordio in Asia, la macro-area che per prima è uscita dall’emergenza Covid-19, riavviando a pieno regime i motori delle sue economie emergenti. Risultato: un’impennata dei costi delle materie prime, sprofondate ai minimi storici durante il lockdown. Quando il successo delle campagne vaccinali si è esteso agli Stati Uniti prima e all’Europa subito dopo, i prezzi del petrolio e, soprattutto, del gas naturale, sono volati oltre i livelli raggiunti prima della pandemia. Un movimento dei prezzi che si inserisce nel pieno della transizione energetica dichiarata da tutte le grandi potenze…con i prezzi dei diritti della Co2, a loro volta ai massimi di sempre, costi ribaltati su tutta la filiera energetica fino ai consumatori…Per paradosso, sono proprio le politiche per il contenimento delle temperature a causare un aumento dei costi dell’energia. Sempre la settimana scorsa, le quotazioni per i permessi della CO2 (i diritti a inquinare), che ogni anno vengono messi all’asta dai singoli Stati e destinati alle aziende energivore, hanno raggiunto il nuovo massimo storico a 58 dollari per ogni tonnellata di Co2…Quello che un tempo veniva definito ‘oro nero’ gioca una partita a parte. E’ vero che i prezzi sono tornati ai massimi da sette anni, ma il greggio sarà centrale nella politica dei trasporti solo per un decennio ancora e poi sarà destinato a giocare un ruolo sempre più marginale…”

 

RE Siniscalco: “Il prezzo del petrolio greggio ha superato i 75 dollari al barile, il triplo rispetto al minimo toccato a marzo del 2020, quando eravamo in piena pandemia. Il cartello dei produttori, i 13 Paesi Opec più altri 10 grandi Stati, che aveva tagliato la produzione fino al 20% in quel periodo non ha trovato l’accordo per aumentare nuovamente la produzione, invertendo quel taglio…Questo scenario è determinato dalla ripresa impetuosa di Cina e Stati Uniti, ma anche da una profonda divergenza di interessi tra Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Unti, tradizionali alleati nell’Opec e nell’area del Golfo. Il mercato petrolifero, a differenza dei mercati di molte materie prime, non è infatti concorrenziale: la distribuzione geografica delle riserve e la costituzione dell’Opec, negli anni Sessanta, gli hanno conferito una struttura oligopolistica, se pure con una frangia competitiva…Gli impatti sui Paesi consumatori sono però notevoli. Si manifestano nelle tasche dei cittadini, attraverso i prezzi al consumo di carburanti ed energia…”

 

RE AF Castelletti. “…Se la Russia si è dimostrata più resiliente di altri allo shock della pandemia non è stato perché si è finalmente diversificata o liberata dalla corruzione, ma perché ha una lunga esperienza di isolamento. Da quando nel 2014 la Russia ha annesso la penisola ucraina di Crimea e l’Occidente ha imposto sanzioni a Mosca e Mosca ha risposto con controsanzioni all’Occidente, il Cremlino ha costruito un ‘fortezza fiscale’ per rendere la Federazione impermeabile al potenziale assedio delle misure straniere o alle fluttuazioni dei prezzi del petrolio. Una fortezza che si fonda sulle più grandi riserve di oro e valuta estera del mondo…Così costruita, la fortezza russa resiste agli urti esterni, ma all’interno genera stagnazione e alimenta un pericoloso malcontento in vista delle sempre più vicine legislative di settembre. La Russia è più povera di quanto dovrebbe essere. Il Pil pro capite oggi è il 30% in meno rispetto al 2013. Il suo tasso di crescita medio annuo dal 2014 è stato un misero 0,6%, un quinto della media globale…Come se non bastasse, l’aumento dei prezzi dei beni di prima necessità e l’indebolimento del rublo l’anno scorso hanno fatto schizzare l’inflazione del 4,9% rispetto al 2019…L’inflazione non è l’unico fattore a esercitare un’ulteriore pressione sul calo del tenore di vita dei russi. Nel primo trimestre 2021 il reddito disponibile reale è crollato del 3,6%...”

 

RE Nigro: “Il governo italiano ha deciso di ridurre il peso dell’embargo adottato in gennaio contro l’esportazione di armi verso l’Arabia Saudita e gli Emirati. Con una mossa condivisa da Palazzo Chigi e il ministero della difesa, il Ministero degli Esteri con una brevissima nota…ha comunicato alle aziende che avevano già permessi di esportazione verso Riad e Abu Dhabi che il ‘congelamento’ di gennaio è stato revocato. A questo punto le prime ad essere sbloccate saranno le consegne dei ricambi per aerei MB339 della pattuglia acrobatica degli Emirati…La decisione della Farnesina è il primo tentativo italiano di frenare la crisi politica nata fra Italia e Emirati dopo la decisione di gennaio del governo Conte di bloccare le vendite già autorizzate…Non era stata calcolata la reazione furiosa dei dirigenti di Arabia Saudita ed Emirati…”

 

RE Vernetti: “…Mark Lowcock, sottosegretario generale delle Nazioni Unite era stato chiaro: ‘In Tigray si stanno compiendo crimini di guerra e crimini contro l’umanità, con l’uso sistematico degli stupri di massa come arma di guerra per umiliare, terrorizzare e traumatizzare un’intera popolazione’. Se a ciò aggiungiamo le azioni compiute dall’esercito etiope sotto il comando del presidente Abiy Ahmed e delle forze eritree del dittatore Isaia Afewerki, per distruggere silos e raccolti agricoli, serbatoi d’acqua, scuole e ospedali, ci rendiamo conto di quanto siano elevati i rischi di un nuovo genocidio nel continente africano…il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite non ha ancora adottato fin qui alcun provvedimento significativo in grado di promuovere un’iniziativa politica, diplomatica e, eventualmente militare, in grado di evitare un nuovo genocidio…La dottrina della responsabilità di proteggere per essere implementata deve mettere nelle condizioni la comunità internazionale di poter limitare la sovranità di uno stato quando al suo interno vengono compiuti crimini contro l’umanità…Luigi Einaudi lo scrisse chiaramente quasi cent’anni fa: ‘la sovranità nazionale è un vero e proprio idolo immondo…’

 

CdS Bibl Dal rosso al nero. Cento anni di socialisti e comunisti passati alla destra, Ed. Franco Angeli

Mieli: “L’Europa tra le due guerre mondiali ebbe un sistema di vasi comunicanti che indusse un’infinità di personaggi a transitare dalla sinistra, anche estrema, alla destra fascista o parafascista…Ma il caso più rilevante (e anche più singolare) è senza alcun dubbio quello di Gustave Hervé che fu da giovane un fervente socialista, nemico di ‘ogni guerra’ al punto che si firmava con lo pseudonimo ‘sans-patrie’…La giravolta militarista porterà Hervé alla rottura con i compagni della precedente esperienza rimasti antimilitaristi…”

 

 

“In teoria il decreto Dignità prevedeva, tra le altre cose, la restituzione degli incentivi ricevuti dalle imprese che delocalizzavano. La teoria è giusta, ma in pratica quante imprese hanno cambiato i loro propositi di delocalizzazione? Zero. Non si fa la rivoluzione in via di principio e men che meno con una legge inefficace”

 

RE Di Feo: “…L’Afghanistan sta rapidamente precipitando nel baratro di un conflitto civile: il peggiore degli scenari, forse più nefasto di una vittoria dei talebani…Nel giro di mesi, le vallate afgane potrebbero popolarsi di campi d’addestramento e centrali operative, dove pianificare attentati in tutto il mondo praticamente senza correre rischi. Pechino, Mosca, Teheran, Nuova Delhi e persino Islamabad sono molto preoccupate per questa minaccia, che potrebbe riversare il terrore nei loro confini: i pachistani stanno velocemente completando una barriera sulla frontiera afgana, un reticolato lungo più di duemila chilometri con sensori per controllare i movimenti e fortini presidiati da commandos. Ma anche l’Occidente ha da temere. In tutto il Paese non resterà una sola struttura della Nato e non ce ne saranno più nemmeno negli Stati confinanti. L’intelligence americana non avrà più uomini sul campo, né alleati affidabili: potrà contare solo su droni spia e aerei da ricognizione basati a migliaia chilometri di distanza. Insomma, quello che sta accadendo sotto i nostri occhi è la nascita di una colossale sorgente di instabilità globale…”

 

RE Mania: “Il governo scende in campo sui casi Gkn e Gianetti, le due aziende controllate da gruppi stranieri che nei giorni scorsi hanno licenziato in tronco i propri dipendenti, 422 la prima, 152 la seconda…Entrambe sono imprese di componentistica per l’auto. Settore nel quale è in atto un processo di profonda trasformazione/riconversione, in particolare sull’elettrico. Gkn ha spiegato che la crisi nello stabilimento di Campi Bisenzio è strutturale e ‘non più sostenibile’. Di qui la decisione di licenziare anziché contrattare una riduzione della produzione e del personale…I sindacati pressano perché l’esecutivo costringa i due gruppi a ritirare i licenziamenti e ad aprire una trattativa. Nello stesso tempo guardano con grande preoccupazione alla concorrenza che i Paesi dell’Europa dell’Est (dall’Ungheria alla Polonia) stanno esercitando nei confronti degli altri partner, con politiche fiscali molto favorevoli alle imprese che decidono di delocalizzare nei loro territori…”

 

RE Bentivogli: “…In teoria il decreto Dignità prevedeva, tra le altre cose, la restituzione degli incentivi ricevuti dalle imprese che delocalizzavano. La teoria è giusta, ma in pratica quante imprese hanno cambiato i loro propositi di delocalizzazione? Zero. Non si fa la rivoluzione in via di principio e men che meno con una legge inefficace. Le direzioni aziendali di Gkn e Gianetti si sono comportate in modo indecente e bene ha fatto il sindacato a denunciarlo. Calma, nessuno vuole rimettere in discussione l’articolo 5 della Costituzione, ma fare impresa implica un’assunzione di responsabilità verso il territorio, le lavoratrici e i lavoratori…”

 

CdS Marro: “Sì a un accordo internazionale su una carbon tax che arrivi gradualmente fino a 75 dollari per tonnellata di emissione di CO2. No invece a un meccanismo di aggiustamento fiscale alle frontiere come quello che vorrebbe l’Unione europea, perché ‘meno efficiente e più protezionistico’. Questa la posizione della direttrice del Fondo monetario internazionale, Kristalina Georgieva, nella conferenza sul cambiamento climatico che ha chiuso il G20 economico di Venezia…Il Fondo monetario ritiene che sarebbe sufficiente un accordo tra i Paesi del G20 su una carbon tax da applicare uniformemente per raggiungere gli obiettivi di Parigi di riduzione delle emissioni, visto che i primi 20 Paesi del globo rappresentano quasi tutto il Pil mondiale…”

Federica Bifulco 


“Yemen: particolarmente tragica la condizione dei bambini: uno su quattro soffre di malnutrizione acuta…solo la metà degli ospedali funziona normalmente, la gente non può permettersi nemmeno i farmaci di base…Per questo, un bimbo su dieci muore di malattie curabili…Secondo l’Onu, quella yemenita è l’emergenza umanitaria più grave dei nostri tempi…Un conflitto ‘per procura’: sul territorio yemenita Riad e Teheran si affrontano per l’egemonia sull’area del Golfo”

 

SO Majocchi: “La Commissione ieri (14 luglio, ndr) ha presentato il suo pacchetto di proposte (Fit for 55 Package) per estendere il campo di applicazione del carbon pricing a settori che ne sono attualmente esclusi, in particolare per quanto riguarda il trasporto e il riscaldamento domestico…In ogni caso, al di là dello strumento adottato, l’importante è far pagare un prezzo anche in questi settori…L’Europa si potrà così presentare alla Cop 26 – che si aprirà a Glasgow il 31 ottobre 2021 – avendo esteso un sistema di carbon pricing a tutti i settori…L’adozione di un aggiustamento fiscale alla frontiera è progettata per mettere le aziende dell’Ue su un piano di parità con i loro concorrenti, al fine di prevenire il cosiddetto carbon leakage, in quanto le industrie dell’Unione che rientrano nell’Ets (Emission trading system) rischiano di diventare meno competitive, incentivando così lo spostamento di una parte della produzione europea all’estero, dove può realizzarsi a prezzi più bassi in assenza dell’imposizione di un prezzo sul carbonio…Ma per raggiungere l’obiettivo di generalizzare il carbon pricing a livello globale che è indispensabile per controllare i cambiamenti climatici, l’Europa dovrà mettere in campo una strategia fondata sul tentativo di raggiungere nella Cop un accordo multilaterale per introdurre un prezzo minimo del carbonio in tutti i paesi del mondo…”

 

RE Dassù: “…La transizione energetica dell’Europa, che si è impegnata a ridurre le emissioni inquinanti del 55% entro il 2030, dovrà essere accompagnata da un’azione di politica estera, da una vera e propria geopolitica del clima…uno degli strumenti previsti dal pacchetto ‘Fit for 55’, la tassa sul carbonio alla frontiera: una scelta che punta a compensare i costi ambientali delle imprese europee ma che avrà naturalmente un impatto sui nostri partner commerciali. Traducendo in termini semplici la logica del cosiddetto ‘meccanismo di aggiustamento’, la Ue intende introdurre una forma di dazio (sul contenuto di carbonio dei prodotti importati) per proteggere i propri produttori da inevitabili svantaggi competitivi; così facendo rischia però di creare un ostacolo agli scambi globali, innescando alla fine pressioni protezionistiche…In altri termini, se la transizione energetica diventerà, come sta in parte accadendo, un puro elemento di competizione economica, tecnologica e geopolitica, la sfida ambientale verrà persa. Vedere con il G20 presieduto dall’Italia e con la Cop 26 dell’autunno, che si preannuncia non facile, quanto si riuscirà a tenere aperto un canale di cooperazione globale…”

 

DO Da Rold: “Il presidente americano, Joe Biden, ha ricevuto alla Casa Bianca la cancelliera tedesca Angela Merkel, in un clima francamente rasserenato tra i due alleati Nato…Si è parlato soprattutto del North Stream 2, il raddoppio di un gasdotto costruito per trasportare attraverso il mar Baltico il gas proveniente dalla Russia all’Europa passando dalla Germania. Un progetto al centro di forti tensioni perché considerato dagli Stati Uniti come un rischio per la sicurezza e di cui Merkel ha avuto occasione di recente di parlare anche con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in visita a Berlino…Biden ha espresso la sua preoccupazione e la Cancelliera ha insistito sullo sviluppo di ‘meccanismi affinché l’energia non venga utilizzata contro l’Ucraina’…In generale Biden ha bisogno che Merkel e il suo successore abbiano ‘un atteggiamento meno oscillante nei confronti di Russia e Cina’…La Cancelliera sta conducendo una campagna per un accordo di investimento tra la Ue e la Cina siglato il 30 dicembre scorso…ma ora bloccato dalla forte opposizione del parlamento europeo, dove Washington vorrebbe convincere gli europei ad adottare la sua linea dura contro la politica espansionistica di Pechino…”

 

AV Sanaa: “…In Yemen, sei anni di guerra e 130mila vittime…L’inflazione galoppante ha messo in ginocchio l’economia dello Yemen, già fragile prima del conflitto. Il Fondo monetario internazionale parla di ‘crisi umanitaria’. Un dramma confermato dall’ultimo rapporto dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati: venti milioni – su una popolazione di 29 milioni – ha necessità di aiuti per sopravvivere…Particolarmente tragica la condizione dei bambini: uno su quattro soffre di malnutrizione acuta…solo la metà degli ospedali funziona normalmente, la gente non può permettersi nemmeno i farmaci di base…Per questo, un bimbo su dieci muore di malattie curabili…Secondo l’Onu, quella yemenita è l’emergenza umanitaria più grave dei nostri tempi…Un conflitto ‘per procura’: sul territorio yemenita Riad e Teheran si affrontano per l’egemonia sull’area del Golfo…”

Federica Bifulco 


“Record di pioggia. Record di morti. Record di danni. La catastrofe che ha colpito il cuore dell’Europa, un’ampia regione tra Germania, Belgio e Francia, macina primati. La conta dei morti e dei dispersi nel solo Paese di Angela Merkel supera quota mille. Ed è chiaro che la campagna elettorale…sarà oscurata e dominata dagli incommensurabili danni di questa prevedibile catastrofe naturale…Sembra un ossimoro, ‘prevedibile’ e ‘catastrofe naturale’”

 

SO Bellomo: “Acciaio e alluminio prima di tutto, materie prime chiave per cui l’Europa è molto dipendente dall’estero, ma anche cemento, fertilizzanti, elettricità. Su queste importazioni a partire dal 2023 dovremo pagare anche le emissioni di CO2. Chiamarli dazi ambientali è scorretto, insiste Bruxelles, ma la misura presentata dalla Commissione Ue nell’ambito del pacchetto ‘Fit for 55’ – il Carbon Border Adjustment Mechanism (Cbam), secondo la denominazione tecnica – potrebbe comunque avere un impatto paragonabile a quello di una guerra commerciale. La carbon tax alla frontiera è ancora soggetta a modifiche prima dell’entrata in vigore. Ma fin d’ora sembra destinata a ridisegnare la mappa degli scambi internazionali, esponendoci anche al rischio di ritorsioni…Preoccupano anche le difficoltà di attuazione, tali da sfociare in un ‘incubo logistico’, per usare le parole di James Whiteside, global head of multi-commodity research di Wood Mackenzie, che fa notare che c’è ‘poca trasparenza sulle emissioni associate a ciascun prodotto’ e che spesso è ‘problematico determinare il Paese di origine’. Su tutto domina il timore che i sacrifici non servano a centrare l’obiettivo principale della Cbam: quello di proteggere il clima evitando il ‘carbon leakage’, ossia la delocalizzazione delle attività inquinanti in Paesi con norme ambientali meno severe…”

 

RE Mastrobuoni: “Record di pioggia. Record di morti. Record di danni. La catastrofe che ha colpito il cuore dell’Europa, un’ampia regione tra Germania, Belgio e Francia, macina primati. La conta dei morti e dei dispersi nel solo Paese di Angela Merkel supera quota mille. Ed è chiaro che la campagna elettorale…sarà oscurata e dominata dagli incommensurabili danni di questa prevedibile catastrofe naturale…Sembra un ossimoro, ‘prevedibile’ e ‘catastrofe naturale’. Un terremoto o il risveglio di un vulcano non sono prevedibili. Ma da decenni gli scienziati…avvertono che i fenomeni meteorologici estremi, anzitutto le piogge violente e le esondazioni, sono un tipico effetto del surriscaldamento del pianeta dovuto ai danni dell’uomo…Nelle stesse ore in cui si verificavano questi fenomeni spaventosi, a Bruxelles andava in scena uno spettacolo sorprendente. Gli sherpa e gli ambasciatori dell’Italia, della Francia e dei ‘soliti noti’, Polonia e Ungheria, ma anche dell’Austria…cominciavano a smontare la risposta europea ai cambiamenti climatici, quel Green Deal che secondo gli ambientalisti è ancora lungi dall’essere una ricetta credibile per combattere seriamente i cambiamenti climatici, ma che la Commissione europea ha messo sul tavolo…Per puri interessi di bottega. Per una ‘veduta corta’, avrebbe detto Dante. Emmanuel Macron teme le proteste dei gilet gialli quando gli effetti delle tasse sui combustibili vecchi e inquinanti si faranno sentire sul prezzo della benzina…”

 

AV Mira: “Una casetta in mezzo ai campi di cocomeri e mais. Poco più che una baracca. Un cubo di blocchetti di cemento tre metri per tre, col tetto in eternit, amianto. Ci abitano sei marocchini, senza acqua né elettricità. Così vivono i braccianti della Piana del Sele, terra di agricoltura ricca, soprattutto quella in serra, i prodotti di ‘quarta gamma’, le insalatine e gli altri ortaggi in busta…Oggi solo uno di loro ha lavorato. E’ uscito alle 4 di mattina ed è tornato alle 17. Ha raccolto pomodori in serra (all’interno in questi giorni la temperatura supera i 40 gradi) per appena 25 euro. Ma almeno ha lavorato…Uno di loro ha il corpo coperto di bolle, sembrano morsi di insetti ma potrebbero anche essere prodotti chimici irrorati in dosi massicce nelle serre. I volontari promettono di tornare con i medicinali, dopo aver parlato col medico, a cui i 6 non hanno diritto in quanto totalmente ‘invisibili’. E con la pandemia ‘la condizione dei lavoratori immigrati è ulteriormente peggiorata e molti ci hanno chiesto aiuto’, ci dice don Martino De Pasquale, direttore della Caritas diocesana…’Così la pandemia ha fatto emergere ancor più lo sfruttamento. I lavoratori sono stipati nei furgoni senza distanziamento né mascherine’…”

 

RE Molinari: “A poco più di quattro anni dalla caduta di Raqqa, in Siria, il sanguinario Stato Islamico (Isis) ha trovato una nuova base territoriale nella regione del Borno, nel nord-est della Nigeria. E' qui che in maggio ha lanciato una violenta offensiva nella foresta di Sambisa eliminando Abubakar Shekau, capo del gruppo terroristico islamico Boko Haram, e ottenendo nei giorni seguenti la fedeltà dei suoi feroci seguaci nonché il totale possesso di armamenti e finanze, grazie ai quali ha consolidato il controllo di un’area di territorio a ovest del Lago Ciad che ha rinominato ‘Provincia dell’Africa Occidentale dello Stato Islamico’ (Iswap). A guidarla è Abu Musab al-Barnawi…Ad osservare da vicino quanto sta avvenendo è il centro studi ‘New South Morocco’, che in un rapporto afferma come ‘Isis è arrivata in Nigeria nel 2015 ed i progressi sono stati lenti ma ora gode di una posizione di forza senza precedenti’…Isis ha anche una altrettanto aggressiva ‘Provincia nell’Africa Centrale’ (Iscap) che opera dall’interno dei confini della Repubblica democratica del Congo…Se a questo aggiungiamo la Somalia, controllata in gran parte dagli Shabaab fondamentalisti che nel 2012 giurarono fedeltà ad Abu Musab al-Zarqawi – il leader di Al Qaeda in Iraq a cui al-Baghdadi si è richiamato – non è difficile arrivare alla conclusione che è l’Africa la regione dalla quale Isis sta ricostruendo il Califfato del terrore…”

Federica Bifulco 

La notte del Libano riporta il paese alle caverne…L’elettricità manca perché manca il gasolio…il gasolio manca perché mancano i dollari. E la valuta manca perché è crollata l’economia, perché il Libano è fallito… La settimana scorsa l’esercito di Tiro ha controllato a stento la folla che voleva devastare una clinica: un ragazzino era morto in terapia intensiva perché non c’era elettricità”

 

CdS EC De Bortoli: “…’il vento mi piace perché non si può comprare’, diceva Gianni Agnelli. Lo spazio invece sì. Ormai è aperto anche alle imprese dei privati, non più prerogativa delle sole superpotenze. Gli stati sono impegnati invece – e lo hanno dimostrato gli ultimi vertici del G7 in Cornovaglia, in giugno, e del G20 a Venezia – a recuperare potere sulla Terra. A ristabilire un novecentesco legame tra territorio e ricchezza quasi impossibile nell’era dell’immaterialità digitale. Tra le cento maggiori economie del pianeta, più della metà è costituita da multinazionali. L’esempio più clamoroso riguarda la capitalizzazione di Tesla, di proprietà di Elon Musk (che progetta di andare su Marte), superiore al prodotto interno lordo della Svezia e del Belgio. Secondo la Federal Reserve, l’1 per cento della popolazione americana possiede, in sole attività finanziarie, circa 20 mila miliardi di dollari. Una cifra superiore alla ricchezza creata ogni anno dalla principale (ancora per quanto?) economia del mondo, cioè gli Stati Uniti. Nella classifica di Bloomberg (multinazionale operativa nel settore dei mass media con sede a New York, ndr), tra i super ricchi, nove su dieci sono americani. La parte del leone la fanno gli imprenditori del web…dal 2023, verrà introdotta una minimum tax oltre alla ripartizione dei prelievi fiscali sui grandi gruppi tra luoghi di residenza e mercati in cui realizzano effettivamente i ricavi…Segna il ritorno di un potere statuale la cui affermazione pratica dipenderà da molte variabili, politiche (il consenso dei Parlamenti, in particolare del Congresso Usa) e tecniche…Ma inutile farsi troppe illusioni.”

 

RE AF Carli: “…I ricchi acquirenti di yacht Beneteau se li vedranno consegnare a estate finita; ma lo stesso accade a chi aspetta il suo fuoribordo per il gommone. Soffrono pure le imprese: un chip da un euro blocca per settimane la consegna di prodotti che ne valgono migliaia…Si segnalano qua e là mancanza di telefoni, tv e lavatrici. E’ un mondo in ritardo. Le fabbriche asiatiche dei chip chiuse per il Covid un anno fa ancora sono indietro nella produzione mentre la domanda mondiale aumenta. Non si trovano più container per portare prodotti dall’Asia in Europa: e c’è stato pure il canale di Suez chiuso. E i prezzi salgono, dalle materie prime ai noli marittimi, decuplicati…La crisi è globale ma non è omogenea. A fronte degli scenari appena descritti, ci sono settori che non manifestano problemi particolari come la farmaceutica…o aziende di prodotti hi-tech che non registrano ritardi, come Technogym…Molto dipende da dove si produce: chi lo fa in Asia ha più difficoltà. E ciò si riverbera sui prezzi, a partire dai noli marittimi: pagavamo un container 1500 euro pre Covid, ora siamo a 15 mila. E si si pensa che in un container stiviamo 45 frigoriferi a doppio comparto, si può immaginare l’impatto sui listini…Questa crisi ha messo in discussione il ‘just in time’, quel complesso sistema di organizzazione produttiva che tra globalizzazione e digitalizzazione ha fatto sì che in molti settori industriali, a partire dall’automotive, si potessero comprimere al minimo scorte e magazzini, con i relativi costi…”

 

MF Focus Cinitalia: “Nella prima metà del 2021 il prodotto interno lordo della Repubblica Popolare cinese ha toccato quota 53.216 miliardi di yuan registrando una crescita del 12,7% su base annua a prezzi comparabili…Nel complesso i ‘tre pilastri’ dell’economia – ossia consumi, investimenti e commercio con l’estero – hanno registrato un andamento stabile, favorendo gli ulteriori consolidamento e miglioramento dell’economia nazionale…Dal rapporto economico di medio termine si nota che i cittadini cinesi sono più propensi a fare acquisti; la domanda dei Paesi stranieri nei confronti del ‘Made in China’ sta gradualmente tornando ai livelli pre-Covid, così come è in crescita l’interesse degli investitori globali per il mercato cinese…Di recente la Banca mondiale e il Fondo Monetario Internazionale hanno ritoccato al rialzo le previsioni per la crescita economica cinese per quest’anno…innanzi tutto, il motore interno dell’economia cinese si è gradualmente rafforzato. Nella prima metà del 2021 la domanda interna ha dato un contributo pari all’80,9% alla crescita economica, 4,9 punti percentuali in più rispetto al primo trimestre dell’anno…”

 

RE Nigro: “La notte Beirut sembra un grande presepe…Ma non è un presepe, non è una scena da idillio, e questa non è più neppure Beirut. La notte del Libano riporta il paese alle caverne…L’elettricità manca perché manca il gasolio…il gasolio manca perché mancano i dollari. E la valuta manca perché è crollata l’economia, perché il Libano è fallito…Nessuno presta soldi al Libano, che quindi rimane al buio…Selim Sakr gestisce una stazione Total a Vardan…’E’ pericolosissimo quando apriamo, perché la gente è pronta a scontrarsi, a fare a coltellate per superare la fila. Ci si ammazza per la benzina.’…La benzina è sovvenzionata: la Banca centrale offre dollari agli importatori a 4000 lire libanesi per acquistare carburante all’estero, mentre il cambio per strada ormai è a 20.000. Ma una volta scaricata in Libano, metà della benzina e del gasolio viene contrabbandata nella Siria in guerra…le cisterne devono essere scortate dall’esercito, perché spesso vengono assaltate. Ma l’esercito stesso non ha carburante, non ha i soldi per acquistarlo…anche i farmacisti non riescono a pagare il conto dei generatori elettrici in moto 24 ore al giorno. Devono risparmiare, quindi spengono i frigoriferi per le medicine più importanti…Entrano clienti senza un dollaro, chiedono farmaci per parenti in gravi condizioni…i clienti picchiano i farmacisti…Stanno entrando in tilt gli ospedali…La settimana scorsa l’esercito di Tiro ha controllato a stento la folla che voleva devastare una clinica: un ragazzino era morto in terapia intensiva perché non c’era elettricità…”

 

Federica Bifulco